Un viaggio in Kayak tra sirene e pesci volanti.

Sara Anna e Giacomo sono già dentro il kayak sotto lo spiombo del sole,  sulla spiaggia,  come se già fossero in mezzo al mare. Muovono le pagaie nell’aria come se avanzassero veloci  in mezzo al golfo di Marina di Campo e invece sono ancora tra la sabbia.  Inutile dire loro di aspettare a salire, di uscire dalla canoa arancione perché è ancora presto per partire. Quella ormai è diventata la loro macchina per attraversare il mare, il loro viaggio è iniziato.  Così Andrea è costretto a preparare la canoa schivando la pagaia di Giacomo  che guida Sara alla scoperta dei pesci più grandi. Mette la sacca stagna dentro il gavone e controlla che non manchi il necessario per il giro in kayak atteso dai bimbi da giorni. E’ da quando sono svegli che  non si sono fermati mai. “Andiamo babbo, siamo pronti?”  “Mamma, perché sei così lenta stamattina…?”.  E di fronte a tanta impazienza è inutile pure ripetergli che ” tanto il mare non scappa” oppure che  “il sole di mezzogiorno non è indicato per andare in canoa”. Hanno messo tre cappelli dentro lo zaino per paura di dimenticare qualcosa che gli impedisse di partire per il loro viaggio in mare.  Hanno comprato schiaccia e pizza per un reggimento ma si sono dimenticati l’acqua.
“Mettetevi la crema solare sul viso e sulle spalle”. “No mamma, non possiamo. Abbiamo un gruppo di delfini che ci stanno portando un posto fantastico, non ci possiamo fermare ora per metterci la protezione”.  E come fai ad arrabbiarti di fronte alla magia e ai delfini anche se la sabbia ti cuoce la pianta dei piedi e loro non ti filano e continuano a rimanere piantati dentro la canoa? Ti rassegni, infili  loro una maglietta e speri che il sole sia clemente di fronte a tanta sfrontata fantasia.
E’ l’ora di partire e di mettere le canoe nell’acqua anche se gli occupanti, ormai esperti navigatori ti spiegano come salire. “Stai attenta mamma, mi raccomando, altrimenti ci rovesciamo. Mettiti a sedere qui, trova il punto di equilibrio e punta le ginocchia ai bordi. Ah, non ti dimenticare di allacciare il salvagente…”.
E mi viene il dubbio che Sara Anna abbia preso lezioni di kayak a scuola o abbia un amico segreto che gli svela i trucchi della navigazione in canoa. Poi il mistero è presto svelato perché si avvicina Claudia, la guida esperta. “Allora bimbi avete capito tutto, sono stata chiara con la spiegazione. Siete così bravi da portare questi genitori verso nuove avventure?”.  I bimbi si guardano e si mettono a ridere, chissà che cosa hanno combinato in quei dieci minuti che sono rimasti da soli con la guida per una mini spiegazione della nostra escursione sul mare. Certo che a vedere i loro sguardi felici e complici si sono divertiti parecchio.
Finalmente si parte, Alessandra ha preso una canoa singola. Io sono su un kayak doppio con Sara, mia figlia di otto anni e Andrea segue la mia sorte con una canoa gemella e Giacomo al comando.
Si comincia a pagaiare con lentezza e lasciamo la spiaggia accompagnati da un leggero vento di maestrale. Giacomo e Sara sembrano affascinati dalla navigazione vera,  dal rumore delle onde, dal lento dondolare del mare.  L’incanto dura poco:”Mamma si fa la gara a chi arriva prima allo scoglio di Porto Caccamo?”.
Io e Andrea ci guardiamo rassegnati  firmando con gli occhi il tacito accordo che nessuno di noi pagaierà più del dovuto. I bambini ridono  mentre le loro pagaie disegnano cerchi nell’aria e non nell’acqua.
Nessuno arriva primo. Ale ci aspetta  navigando lungo costa  e noi procediamo in una gara lenta mentre i bimbi vengono distratti da un gruppo di pesciolini d’argento che volano a filo d’acqua. “Babbo, questi sono pesci che volano?”. A Giacomo risponde Sara Anna a stretto giro di posta. “Certo,  ci sono i pesci che volano e nel mare ci sono anche le sirene:  io ho visto un video su internet. Metà sono donne bellissime e metà sono pesci. Vero mamma, tu le hai viste le sirene?”.
Ci guardiamo e sorridiamo confermando la presenza di pesci volanti e di sirene nelle profondità delle acque elbane.  Ci tuffiamo nel mare  cristallino che circonda Porto Caccamo. Sembra di essere dentro un acquario.  Conchiglie di tutti di tipi, pomodori di mare e ricci. Una donzella colorata fa capolino  cercando di nascondersi dentro una pianta di posidonia.  Ci sono perchie,  bavose e gorgonie colorate  dappertutto. “Mamma aiuto, un granchio peloso”. “Tranquilla Sara Anna, tu al confronto sei un gigante, è già scappato!”. Per loro ogni sguardo è una scoperta. Risaliamo sul kayak dopo il bagno e continuiamo a navigare fino ad arrivare nella piccola insenatura di Ischia, due spiaggette che ci permettono di portare i kayak in secco e mangiare. Anche noi ci meritiamo un bagno rilassante prima di ripartire.  Ci rimettiamo in navigazione per tornare sulla spiaggia. I bimbi  sono stanchi e felici.  Io, Alessandra ed Andrea  ci guardiamo  prima dell’ultima fatica: guadagnare la spiaggia con il kayak  per essere sicuri di non cadere nell’acqua per scendere. “T’immagini questi due….che cosa direbbero di noi!”.  Ridiamo con la certezza di aver trascorso tre ore indimenticabili, sicuri  di aver regalato ai nostri bimbi e a noi stessi un viaggio unico di emozioni e fantasia.

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Michela Gargiulo