Active Kayak
Età consigliata
8 giorni – 7 notti
Durata

Le vie del mare: il giro dell’isola il kayak
Un modo originale per scoprire l’Elba e le sue coste. Pagaiando lungo costa scivolando sui confini dell’isola per scoprirne la sua essenza. Un percorso per appassionati di natura e di avventura che attraverso questo viaggio potranno entrare in contatto con la parte piu’ profonda dell’isola e  conoscere meglio se stessi.
Il kayak è il mezzo migliore per conoscere l’Elba e le meraviglie di mare e costa. La lentezza dei ritmi imposti dalla navigazione, il silenzio che accompagna le escursioni in canoa sono ottimi rimedi contro lo stress e la vita frenetica. Bastano pochi giorni di navigazione e l’effetto del viaggio  è quello di provare una sensazione di grande benessere e serenità. La canoa è il mezzo migliore per avvicinarsi al mare e ai suoi segreti. Il basso pescaggio del kayak permette di navigare anche in pochi centimetri d’acqua così  da scoprire ecosistemi unici come quello che vive nella fascia di marea che si trova sottocosta. Diventano compagni di viaggio cormorani,  gabbiani e  marangoni  e il rapporto con la natura diventa sempre più simbiotico. Questo regala un nuovo modo di guardare al quotidiano come se si scoprissero chiavi segrete o dimenticate che ci aiutano a dare il giusto peso alle cose di tutti i giorni. Si abbandonano lentamente le abitudini di una vita sempre più frenetica e si riscopre la bellezza di un tramonto che dipinge di rosso il mare o l’amicizia di un compagno di viaggio conosciuto solo poche ore prima.  Questo è l’inizio del nostro viaggio che durerà sette giorni. Ad accompagnarvi in questa avventura ci saranno le nostre guide esperte che vi faranno scoprire i luoghi più belli e suggestivi dell’isola.

La tappe del viaggio

Prima tappa: Marina di Campo – Lacona  km di tappa 14,950

Seconda tappa: Lacona –  Capoliveri (Ginepro)  km di tappa km 21,55 – km complessivi 36,50.

Terza tappa : Capoliveri -Rio Elba (Cala dell’inferno) km di tappa 76,5 – km complessivi 40.

Quarta tappa:  Rio nell’Elba – Portoferraio (Sansone)  Km di tappa 13,5 – km complessivi km 90.

Quinta tappa: Portoferraio – Marciana (Sant’Andrea)  km di tappa 26 – km complessivi 116.

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Sesta tappa: : Marciana – Campo nell’Elba (Le Tombe) km di tappa 14.3 – km complessivi 130,3.

Settima tappa: Le Tombe – Marina di Campo : km di tappa 16 – km complessivi 146,2.

Prima tappa: Marina di Campo – Lacona  (Capo Stella)

La nostra avventura inizia dalla spiaggia di Marina di Campo, un litorale a forte vocazione turistica e a decidere la direzione che prenderà il nostro viaggio saranno le condizioni meteo. La provenienza del vento ci indicherà la via migliore per iniziare il nostro viaggio. E’ maestrale e quindi andremo in direzione est, pagaiando sul lato orientale del golfo di Campo. Costeggiando il tratto di mare antistante la Foce si possono osservare i bunker militari utilizzati durante la seconda guerra mondiale, nascosti tra le rocce ma visibili ad un occhio attento. Si lascia il golfo di Marina di Campo per raggiungere l’isolotto di Porto Caccamo  e le piccole insenature di Ischia, due calette bellissime di ciottoli scuri ma poco frequentate. Si prosegue fino a raggiungere la spiaggia di Fonza, un piccolo golfo con in fondale sabbioso e le acque trasparenti. Superata Punta delle Mete si raggiunge la Buca dell’Acqua, una piccola grotta poco conosciuta dove c’è una sorgente di acqua dolce.  Si raggiunge il golfo di Lacona dove, una volta individuata una caletta isolata,  si fa la nostra prima tappa per un bagno, per mangiare  e per un paio d’ore di meritato riposo. Si riprende il kayak per circumnavigare Capo Stella, ammirando la costa, la macchia mediterranea e il volo dei gabbiani che seguono la nostra rotta. Dopo aver doppiato il golfo è ormai l’ora del tramonto ed è tempo di fermarsi, montare la tenda , cenare con le ultime luci del giorno e godersi un sonno ristoratore cullati dal rumore del mare.

Seconda tappa: Lacona – Capoliveri (Ginevro)
Si riparte carichi di energia per il nostro viaggio per arrivare alla spiaggia di Margidore. Il primo bagno della giornata se lo merita uno specchio di mare limpido e invitante davanti alla spiaggia degli Aquarilli.
Raggiungiamo il Lido di Capoliveri per risalire verso sud. Costeggiamo le spiagge di Barabarca, Zuccale, Madonna delle Grazie fino ad arrivare alla spiaggia dell’Innamorata. Qui ci fermiamo per mangiare e per riposare un po’. Rimettiamo i kayak in mare per raggiungere le Isola Gemini e poi proseguiamo per raggiungere Punta Calamita. Il paesaggio è fatto di scogliere a picco sul mare e di resti di vecchie miniere. Gli scheletri di vecchi edifici e di strutture industriali ormai abbandonate dal 1981  si sono integrati in quell’ambiente incontaminato di mare e di macchia mediterranea facendo assumere a quei luoghi un fascino tutto particolare.
La miniera di Calamita è una delle più importanti dell’Elba. Fra leggenda e realtà si racconta di nave naufragate sugli scogli a causa del forte magnetismo che attirava gli aghi delle bussole. Si arriva lentamente alla spiaggia di Sassi Turchini che lega il suo nome ai piccoli frammenti di malachite ed azzurrite che si possono trovare  sulla riva. Siamo sul promontorio della Costa dei Gabbiani, incontrastati dominatori  del cielo in questo tratto di mare.  Lo sguardo è rivolto a quelle scogliere a picco sul mare, le più alte dell’Elba, della zona di Ripalti. Siamo ormai sul confine orientale dell’isola, di fronte c’è la costa Toscana e arriviamo alla spiaggia del Ginepro. E’ qui, nella spiaggia isolata e silenziosa  che ci fermeremo per chiudere la seconda tappa del nostro viaggio.

Terza tappa: Capoliveri – Rio Elba (Cala dell’Inferno)
Questo viaggio nella terza gionata di navigazione ci porterà a risalire pagaiando tutto il lato est dell’isola. In mezzo ai gabbiani reali andremo alla scoperta di una parte dell’isola raggiungibile solo via mare e per questo incontaminata. Superiamo una spiaggia dietro l’altra: il Remaiolo, la spiaggia Bianca, quella nera e lo Stagnone. E’ molto suggestivo ammirare i colori della sabbia che si mischiano ai minerali del ferro in un arcobaleno di colori che si illuminana con il sole.  Doppiato Capo Calvo  e l’isolotto di Liscoli è un susseguirsi di calette e piccoli golfi di grande bellezza: Malpasso, Ferraio, Stracculigno. Si arriva fino a Forte Focardo, una fortezza spagnola del XXII secolo e una volta arrivati a Capo della Tavola ci lasciamo  ad ovest la baia di Mola  e  attraversiamo il Golfo di Porto Azzurro  accostando sotto i bastioni della Fortezza Spagnola di San Giacomo.  La tappa successiva da raggiungere è la spiaggia di Terranera dove ci si può fermare per visitare l’omonimo laghetto, conosciuto per la sua particolare colorazione dovuta dal
la presenza di zolfo. Dopo aver superato l’isolotto di Ortano e aver ammirato la vita marina dei bassi  fondali che caratterizza quella zona ci dirigiamo verso Rio Marina superando  Capo Ortano e Punta dell’Acqua Dolce. La Torre degli Appiani che domina il Paese mineraio ci anticipa la vista della piccola spiaggetta brillante di ematite.   Si naviga lasciandosi alle spalle i resti  delle vecchie strutture minerarie,  edifici fatiscenti che raccontano  la storia di uomini e minere.  I minerali di ferro, soprattutto ematite e pirite hanno portato tutti i popoli di ogni epoca a vivere in quelle zone: dagli etruschi ai tempi nostri. Si raggiunge il Cavo e dopo aver lasciato ad est l’isolotto dei Topi si doppia Capo Vita, lasciandosi alle spalle il continente e preparandosi all’ultima fatica. Il sole sta tramontando mentre ammiriamo tutta la linea di confine del lato nord dell’Elba, fino a Capo Enfola.   Ancora poche pagaiate e poi si decide di fermarci per la notte dopo aver ammirato due calette bellissime: Cala Mandriola e Cala Mandolina.  Mentre il sole si avvicina al tramonto ci fermiamo in una spiaggia di ciottoli dai colori incredibili immersa in una natura selvaggia, Cala dell’Inferno conosciuta anche come Cala Mangani, che precede la cala di Nisporto, un piccolo borgo turistico. . Qui ci si ferma per la notte e ci si prepara per la prossima tappa del nostro viaggio.

Quarta tappa del viaggio: Rio Elba – Portoferraio (Sansone)
Si prosegue il nostro viaggio in direzione Portoferraio in una tappa del viaggio tutta a nord dell’isola. Superata la Punta di Niposporto e Punta Falconaia si attraversa il tratto di mare che ci porta sotto Golfo Stella. La città Medicea, vista dal mare, si presenta in tutta la sua bellezza e la sua magia. Un’architettura straordinaria, un equilibrio fatto di strategia militare e funzionalità urbana. Si naviga lungo la costa fino ad intravedere le mura che circondavano la Villa dei Mulini, la residenza cittadina di Napoleone fino ad arrivare alla spiaggia delle Ghiaie.  Si racconta che fu il sudore degli Argonati, approdati alla Ghiaie dopo aver conquistato il vello d’oro, a trasformarsi in tante piccoli sassi dalle forme stondate.  Si prosegue tra spiaggie bianche di sabbia e di ciottoli bianchi. Il mare è trasparente e le scogliere scendono a picco sul mare regalandoci panorami straordinari. Le immagini sono da cartolina. Capo Bianco, Seccione, Acquaviva, la Sorgente sono tutte spiagge che sembrano uscite dalle immagini di una rivista che racconta di viaggi ai caraibi. Si arriva fino alla spiaggia di Sansone dove, una volta tirato in secco il kayak,  si decide di tuffarsi in un mare che più trasparente non si può. Si va incontro alla notte rimettendo insieme le immagini più belle di un viaggio che è arrivato a metà.

Quinta tappa: Portoferraio – Marciana (Sant’Andrea)
Siamo al quinto giorno di navigazione e ci avviciniamo a doppiare Capo Enfola. Un istmo che collega la propaggine più a nord di Portoferraio alla penisola dell’Enfola, un vero gioiello naturalistico con il suo ecosistema di macchia mediterranea e le rarissime nidificazioni di gabbiano corso ancora presenti sulla punta della Nave. All’Enfola c’è anche da vedere l’antica tonnara, dismessa negli anni ’50 ed oggi sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Quello che si apre alla nostra vista, doppiato Capo Enfola è un panorama straordinario. Il massiccio del Capanne domina tutto il golfo e il lontananza ci sono i contorni della Corsica.  Navighiamo lungo costa per ammirare il golfo del Viticcio, doppiare Punta Penisola e scoprire le splendide baie di Forno, Scaglieri e la Biodola. Si arriva così fino a Procchio, una spiaggia a forte vocazione turistica e proseguiamo verso la baia di Spartaia. Superiamo lo scoglio della Paolina che deve il suo nome alla alla sorella di Napoleone Bonaparte. Si racconta che Paolina fosse solita prendere il sole proprio su quello scoglio  collocato a metà tra i paesi di  Procchio e  di Marciana Marina.  Una volta doppiata Punta Crocetta scopriamo il porto di Marciana Marina e il suo lungomare con il borgo marinaro.  Il panoramo è molto suggestivo: le montagne si aprono sul mare imponenti e massicce. I piccoli paesi collinari di Poggio e Marciana fanno da cornice ai boschi di castani. Si va in direzione ovest e si doppia la Punta del Nasuto ammirando i contorni dell’isola di Capraia e della Corsica. Pagaiando accanto a scogli di granito levigati dal tempo si arriva fino al Cotoncello. Mentre il sole scende lentamente sul mare si raggiunge Sant’Andrea, dove termineremo la nostra quinta tappa del viaggio.

Sesta Tappa: Marciana – Campo nell’Elba (Le tombe)

Il nostro viaggio continua e ci prepariamo a navigare lungo tutta la costa occidentale dell’isola. Siamo nel tratto di mare più vicino alla Corsica, impraticabile quando tira  il vento di ponente. Noi ci accingiamo lentamente a raggiungere Punta della Zanca e Punta Polveraia  dopo aver ammirato una delle baie più incontaminate dell’isola, Cala della Cotaccia e il suo mare trasparente. Da Punta Polveraia abbandoniamo le scogliere di granito levigate dal tempo e cambiamo scenario con scogliere a picco sul mare che raccontano la straordinaria varietà e la complessità  geologica dell’isola.
Facciamo rotta verso sud fino ad arrivare a Punta nera. Qui ci fermiamo per scoprire una delle spiagge più belle e selvagge dell’isola: piccole ghiaie scure e un mare trasparente sotto un’imponente scogliera a picco. Arriviamo così a Pomonte, un piccolo borgo ai piedi della Valle che prende il suo nome. Lì i segni dei vecchi terrazzamenti testimoniano la vocazione contadina dell’intera zona. Con il kayak ci avviciniamo allo scoglio dell’Ogliera per fare una scoperta inaspettata. A soli 12 metri si può osservare quello che resta dell’Elviscott,  un mercantile affondato nel 1972 e oggi meta di turisti curiosi e appassionati subacquei che vanno a scoprire tutti i segreti che si nascondono dentro il relitto.
Ci avviciniamo alla fine della sesta tappa del viaggio al calar della sera. Il sole tramonta quando siamo già sulla spiaggia della Tombe, il rifugio sicuro per passare una notte cullati dal rumore del mare.

Settima tappa: Le Tombe – Spiaggia di Marina di Campo

L ‘ultimo giorno del viaggio ci porta a scoprire le spiagge più belle del versante sud dell’isola. Arriviamo pagaiando con  tranquillità a doppiare la punta di Fetovaia, un promontorio verde smeraldo che fa da cornice alla splendida baia che porta lo stesso nome. Fetovaia è una delle mete turisitiche più conosciute dell’isola e i suoi fondali di sabbia e il mare trasparente  sono un appuntamente immancabile per turisti ed elbani. Si prosegue il nostro viaggio navigando accanto a scogliere di granito lavorate dal mare e dal tempo. Qui si trovano le Piscine, vasce di roccia con acqua di mare, luogo ideale per un bagno salato e caldo.
Si arriva così alla spiaggia di Seccheto, un piccolo borgo dalla storia millenaria e da lì si prosegue verso un’altra delle spiagge copertina dell’isola: Cavoli. Meta privilegiata dai giovani è diventata nel tempo una sorta di tempio della musica e del divertimento estivo. Superata la baia si fa rotta verso la Grotta azzurra, dove possiamo entrare proprio grazie all’agilità  e alla facilità di manovra del kayak.   Giochi di luce racchiusi tra il mare e la roccia regalano al visitatore immagini magiche e surreali.  Raggiungiamo lentamente la spiaggia del Colle e risaliamo la scogliera fino a doppiare Capo Poro. E’ il faro che domina le isole di Montecristo e Pianosa a segnalarci che il nostro viaggio sta per terminare.
Il Golfo di Galenzana e le sue praterie di Posidonia ci regalano fondali unici da scoprire e ricordare. Una nursery per la fauna marina di tutta la zona. Siamo arrivati alla spiaggia di Marina di Campo che è quasi sera. I colori del tramonto lasciano il cielo alla luna e alle stelle. E’ l’ora di archiviare immagini ed emozioni nel cassetto dei ricordi  ed  essere pronti per un’altra avventura.

Additional information

|Difficoltà|, Medio Alta,
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Escursione KayakIsola d'Elba Elba active
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